LAVORA CON NOI
0774/411671
Strada di San Gregorio da Sassola, Km 6.800 – 00019 Tivoli, Roma
da mercoledi a sabato aperto pranzo e cena
domenica aperto a pranzo (per gli altri giorni contattarci)

Che meraviglia Villa Adriana

Conosciamo tutti Villa Adriana? In quanti l’hanno visitata? Gli stranieri impazziscono per lei ed è in cima ai loro tours. Ma non sono tanti gli italiani che l’hanno visitata, tantomeno i romani. A portata di mano, pochi chilometri da Roma, ma troppe volte sottovalutata, Villa Adriana è un magnifico progetto architettonico.
Ecco alcuni informazioni utili, sulla storia e su cosa offre Villa Adriana, in particolare alcuni consigli sul tuo al suo interno, ecco cosa vedere:

Villa Adriana fu voluta e realizzata dall’imperatore romano Adriano (alla cui costruzione dedico un interesse particolare, anche dal punto di vista architettonico). Costruita nel II secolo d.C. in prossimità dell’antica Tibur (Tivoli), è oggi un sito archeologico importantissimo per storia, arte e architettura.
Villa Adriana è stata dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il progetto architettonico di un imperatore umanista

Gli edifici e gli ambienti interni della Villa, che si estende su un terreno di circa 120 ettari (l’area visitabile è di circa 40 ettari), testimoniano il gusto e il senso particolare dell’architettura di Adriano, che nella progettazione di questo imponente complesso edilizio volle ricostruire e rievocare alcune delle meraviglie architettoniche e paesaggistiche viste durante i suoi lunghi viaggi nei territori dell’Impero. Luoghi e città, infatti, rivivono nei nomi che contraddistinguono particolari spazi architettonici voluti dall’imperatore: come il Serapo o il Teatro Greco, di cui si parlerà più avanti. Una suggestione che avvicina i visitatori alla personalità stessa dell’imperatore Adriano, che con le sue scelte ha permeato di significato il progetto della villa.

Forse fu proprio l’atmosfera privata, che si avverte camminando tra le rovine della villa, che ispirò la scrittrice francese Marguerite Yourcenar, qui in visita negli anni ’20 del Novecento, alla scrittura del celebre libro “Memorie di Adriano”, pubblicato dopo molti anni di ricerca storica, e non solo, sulle vicende legate alla vita dell’imperatore. Una lettura che non dovrebbe mancare prima di un tour di Villa Adriana per comprendere meglio la personalità di questo imperatore umanista, cultore di una classicità ellenica facilmente ravvisabile camminando tra le rovine di questo enorme complesso.

La villa è stata costruita su una precedente residenza romana risalente all’età Repubblicana (II-I secolo a.C.) appartenuta alla famiglia di Vibia Sabina, moglie di Adriano.

Il terreno irregolare su cui è posta la costruzione, mise alla prova la capacità ingegneristica dei Romani, che adattarono il progetto architettonico alla linea del terreno disponendo la villa su livelli diversi, tutti collegati tra loro con specifiche soluzioni architettoniche e costruttive.

A Villa Adriana l’imperatore trasferì la sede imperiale nei suoi ultimi anni di vita, ed è qui che svolse tutte le funzioni amministrative e di rappresentanza per l’impero. Questo rese indispensabile la presenza di diverse strutture di servizio, oltre agli ambienti residenziali dell’imperatore, tra cui: terme, piazze, alloggi per la servitù e per le guardie, biblioteche e templi. Praticamente, una piccola città all’interno di una villa.

L’ambiente naturale che circonda Villa Adriana

La villa sorge su un territorio collinare ricco di risorse naturali. A poca distanza, infatti, si trovano le sorgenti sulfuree delle Acque Albule (presso i laghi Regina e Colonnelle), che ancora oggi portano acqua termale allo stabilimento di Tivoli Terme. Si tratta di acque con proprietà benefiche già gradite, a suo tempo, dall’imperatore Adriano, che ne esaltò l’abbondanza con la costruzione di numerose vasche e fontane all’interno della propria villa. Oltre alle risorse termali, anche fiumi e piccoli corsi d’acqua contribuiscono a rendere questo territorio particolarmente fertile e ricco di vegetazione; tra questi il più importante è il fiume Aniene. Oltre alle risorse idriche, Tivoli è un importante centro di estrazione di travertino, con cave attive fin dal tempo dei Romani. Le qualità di questo materiale furono ampiamente sfruttate nella costruzione di Villa Adriana e rappresentano un elemento di particolare pregio soprattutto negli edifici principali direttamente frequentati dall’imperatore.

Visita completa di Villa Adriana, le tappe

Ecco una breve guida per una visita completa di Villa Adriana.

Per info e orari ecco il link del sito dei beni culturali dedicato alla villa: LINK

ingresso villa adriana
plastico villa adriana

Ingresso e Plastico

L’ingresso di Villa Adriana si apre su un largo piazzale dove si trova la biglietteria. Da qui, si varcano i cancelli e inizia un breve viale in salita dove è possibile trovare le prime indicazioni e una mappa per i siti da visitare. Il viale termina presso un piccolo chiosco al cui interno è ricostruito il plastico dell’intero sito archeologico, così come doveva apparire ai tempi dell’imperatore. Tutt’intorno, lungo i muri, sono esposte le foto degli scavi e alcune testimonianze storiche delle scoperte avvenute.

ingresso Pecile Villa Adriana

Pecile

Appena usciti dal chiosco, sulla destra, si procede verso le alte mura del Pecile, una grandissima piazza colonnata (di cui oggi sopravvivono in maniera più visibile solo le mura settentrionali), che si rifà alla Stoà Pecile di Atene, il luogo in cui si svolgeva la vita pubblica della polisgreca. Originariamente il portico del Pecile di Villa Adriana era dipinto e costituiva un ingresso monumentale raggiungibile da Nord. I portici del Pecile, che delimitavano un grande giardino con al centro un bacino d’acqua, erano utilizzati anche come passeggiata, sia d’estate che d’inverno. Le alte mura creavano una grande piazza chiusa che escludeva allo sguardo il resto della villa e da cui, attraverso ampie finestre, era possibile ammirare il panorama sulla campagna circostante.

Dal Pecile, dislocati su livelli diversi e raggiungibili attraverso scale, erano direttamente collegati altri ambienti, come la Sala dei Filosofi, Il Teatro Marittimo, il Ninfeo/Stadio e il Palazzo con Tre Eserde, che vedremo più avanti.

cento camerelle Villa Adriana

Cento Camerelle

Uno sguardo non può mancare a questo esempio di ingegneria romana, indicata con il nome di “Cento Camerelle”. All’apparenza un susseguirsi di stanze piccole e quadrate ma che in realtà sono le sostruzioni del Pecile, ovvero elementi portanti realizzati per sopperire al dislivello del terreno e che si innalzano fino a quattro livelli per creare il piano su cui si sono potuti costruire gli alti portici del Pecile. Quindi, raccordi strutturali per ovviare alle irregolarità del terreno. Le stanze ricavate in questa struttura, a cui si poteva accedere tramite ballatoi esterni in legno, vennero adibite ad abitazioni per soldati e servitù. Al di sotto delle Cento Camerelle, è stato recentemente scoperto un percorso sotterraneo che le collega questi ambienti alle Grandi Terme della Villa, probabilmente destinate a bagni termali per soldati e servitù e che ha suggerito agli archeologi la spiegazione dell’esistenza di due stabilimenti termali differenti all’interno di questa grande complesso di edifici.

antinoeion Villa Adriana

Antonoeion

Antistante l’alzata delle Cento Camerelle, lungo il viale che conduce al Vestibolo (altro ingresso monumentale della Villa), si trova l’Antinoeion. Venuto alla luce dopo i recenti scavi del 2003, è un edificio di fondamentale importanza che colma una lacuna fino ad allora inspiegabile all’interno del progetto della villa. Costituisce, infatti, la prova tangibile dell’importanza, nella vita di Adriano, della figura di Antinoo, di cui questo edificio ne è il tempio. Antinoo era il giovane amante dell’imperatore, morto prematuramente in circostanze misteriose. Affogato nel fiume Nilo, non è chiaro se si sia lasciato affogare nello svolgimento di una specie di rito magico o se vi fu gettato per scongiurare una eventuale successione all’imperatore. In ogni caso, la morte del giovane sconvolse Adriano che ne divinizzò la figura, in seguito venerata in tutto l’impero come Osiride, Hermes o Dioniso. Molte statue del giovane sono state rinvenute in diversi luoghi dell’Impero e tutte ne immortalano una bellezza sfuggente e malinconica. Dell’Antinoeion di Villa Adriana, oggi, sopravvivono solo le fondazioni in muratura, ma consentono di disegnare una pianta a esedra centrale con due templi contrapposti ai lati. A questo tempio sembrano essere appartenute statue e bassorilievi riferiti al repertorio artistico e religioso egizio rinvenute durante gli scavi.

Sala dei Filosofi villa Adriana

Sala dei Filosofi

Tornando indietro verso il Pecile e percorrendolo tutto nella direzione opposta all’Antinoeium, si raggiunge la Sala dei Filosofi. Questa sala costituisce un edificio di raccordo con altre parti importanti della villa, tra cui il Teatro Marittimo. La sua struttura è formata da un ampio spazio rettangolare che termina in un imponente abside circolare. L’utilizzo di questa sala non è certo. Si è ipotizzato che si trattasse della biblioteca dell’imperatore (per via della presenza di alcune nicchie che potrebbero essere servite come scaffali su cui poggiare libri), o di una camera per il consiglio. Quest’ultima ipotesi è oggi la più probabile per via della dislocazione dell’edificio, che invece di essere orientato verso levante, come tutte le biblioteche romane, ha il suo ingresso a Nord, dal Pecile. Un ingresso secondario della Sala dei Filosofi conduce, invece, al Teatro Marittimo.

teatro marittimo Villa Adriana

Teatro Marittimo

Seguendo il passaggio dalla Sala dei Filosofi verso il Teatro Marittimo, ci si ritrova davanti all’ingresso di questa tappa imperdibile di Villa Adriana. Il suo nome deriva da un fregio in marmo, con tema marittimo, posto su una trabeazione della struttura. Per accedere a questo ambiente si doveva passare attraverso un pronao (la parte anteriore dei templi che funge da ingresso) da cui si sviluppava un atrio che  conduceva direttamente ad porticato circolare, sorretto da colonne ioniche, che delimitava un bacino d’acqua con al centro un’isoletta artificiale. Sopra di essa si alzava una vera e propria domusromana. Una costruzione abitativa minore, all’interno della più ampia villa imperiale, edificata secondo tutte le regole di costruzione di una casa romana, con atrio, portico, tablinio, impianto termale, latrina ecc. Un luogo particolare che possiamo immaginare ricco di decorazioni e affreschi sfarzosi, in continuità con la particolarità delle linee architettoniche della costruzione.

Piccole Terme

Lo spazio più lussuoso della Villa, dove ancora oggi sono visibili i resti dei marmi che lo rivestivano, è quello delle Piccole Terme. Sale riscaldate con canali per il passaggio dell’aria calda a terra e lungo i muri. La parte centrale del complesso è dominata dal frigidarium, con due vasche contrapposte, alle cui spalle era probabilmente posizionata la palestra. Le Piccole terme sono un complesso sfarzoso collegato a una parte importante della Villa, la Peschiera, l’ambiente più frequentato dall’imperatore.

Grandi Terme

Vicine alle Piccole Terme, anche le Grandi Terme sono composte degli stessi ambienti tipici dei bagni romani, con frigidarium, calidariu, tepidarium e palestra. La differenza è solo nella minore particolarità architettonica. Per diversi anni gli studiosi si sono chiesti come mai all’interno della Villa vi fossero due strutture termali. Solo negli ultimi tempi, con il rinvenimento di alcuni corridoi e percorsi interrati è stato possibile ricostruire le strade che conducevano alle due diverse terme. Come precedentemente accennato, uno di questi corridoi collegava direttamente le Cento Camerelle alle Grandi Terme ed è ipotizzabile che queste fossero destinate esclusivamente ai soldati e ai servi, mentre le Piccole all’imperatore.

Pretorio

Al lato sud delle Grandi Terme è visibile una struttura che si pensava destinata all’abitazione delle guardie pretoriane, oggi ne è riconosciuta la funzione di sostruzione (come per le Cento Camerelle) i cui livelli più bassi, composti da piccole e anguste camere, probabilmente erano destinate ad accogliere magazzini e alloggi per gli schiavi. La funzione di sostruzione di questa struttura è avallata dalla presenza di un edificio che vi si sviluppa al di sopra, probabilmente destinato ad alloggi di persone di rango. Questa conclusione è stata suggerita dalla posizione elevata dell’edificio, posto allo stesso livello della Peschiera e di altri ambienti frequentati dall’imperatore.

Canopo di Villa Adriana

Canopo e Serapo

Proseguendo verso sud si raggiunge il Canopo. Il Canopo di Villa Adriana è un’area chiusa all’interno di una piccola valletta che riproduce il canale che collegava l’omonima città di Canopo, posizionata sul delta del Nilo, con la città di Alessandria. Il Canopo è costituito da un bacino rettangolare al cui centro era posizionata una fontana, ed è circondato da un colonnato sorretto da cariatidi, riproduzioni di quelle dell’Eretteo dell’acropoli di Atene, ed altre statue. Il bacino termina in una esedra al cui interno era posizionata una grande statua di Iside Sothis Demetra, con al centro un letto per banchetti. L’esedra era chiamata Serapo in riferimento al Serapeo, tempio dedicato alla divinità Serapide presente nell’antica città di Canopo.

Vestibolo

Tornando indietro verso nord, si raggiunge il vestibolo. Un complesso di ambienti e giardini che fungevano da raccordo tra il Pecile e il Canopo e dal quale si poteva accedere alle Piccole e Grandi Terme. Dalle rovine oggi visibili è evidente che il vestibolo costituisse una delle entrate monumentali della villa. Attraverso basolati e cunicoli di collegamento, conduceva ai principali edifici.

Edificio con Tre Esedre

Dal Vestibolo, camminando verso l’interno, ancora in direzione del Pecile, si giunge all’edificio con tre Esedre. Una costruzione, in questo caso, con funzione di ingresso e disimpegno. È possibile considerarlo come un edificio di servizio al palazzo con Peschiera. All’epoca doveva essere sontuosamente decorato, un luogo particolare così come appare fin nella sua struttura a pianta quadrata, con due ali che si aprono sui lati, che dovevano corrispondere rispettivamente a un ambiente aperto e uno chiuso.

Ninfeo – Stadio

Attraverso l’edificio a Tre Esedre si accede a un cortile che rappresenta un ulteriore spazio di collegamento per vari ambienti: il Pecile, il quadriportico antistante le Terme Piccole, lo Stadio Marittimo e la Sala dei Filosofi, attraverso un passaggio sotterraneo. Questo cortile viene chiamato stadio solo sulla base della pianta ma in realtà è un quadrilatero circondato da un portico e ornato da una vasca rettangolare che all’epoca doveva essere circondata da abbondanti piante; per questo è anche detto ninfeo o giardino.

Peschiera o palazzo d’inverno

Adiacente al Ninfeo – Stadio, in posizione sopraelevata, si sviluppano gli ambienti residenziali dell’Imperatore. Qui si trova l’edificio con peschiera che si sviluppa su tre livelli, il cui piano più alto presenta delle suspensurae, ovvero delle intercapedini per l’aria calda. Da qui, la denominazione Palazzo d’Inverno di quest’ala che offriva ambienti riscaldati. Tutto l’edificio si componeva di sale per le udienze e di rappresentanza ed era sfarzosamente decorato. Sul retro del palazzo si trovava la peschiera dove era posizionata una grande vasca rettangolare che doveva essere circondata da statue e sculture, come testimoniano le nicchie rinvenute.

Ninfeo con tempio di Venere

Per giungere alla spianata circolare su cui sorgono i resti di questo tempietto, si deve procedere camminando verso nord costeggiando il Pecile. Un percorso che procede verso uno spazio più aperto e distaccato dall’agglomerato della villa. Il tempio è anticipato da un semiporticato che ne fa da ingresso e che si rifà al Tempio di Venere che in Grecia si affacciava sulla Valle di Tempe.

Teatro Greco

Il nostro percorso nella Villa dell’imperatore Adriano termina nello spazio in cui sorgeva un piccolo teatro destinato agli spettacoli di corte. Un teatro a pianta semicircolare le cui gradinate, destinate agli spettatori, dovevano essere addossate al terreno scosceso e irregolare che lo delimita. Oggi sopravvivono solo le scalinate utilizzate dagli attori per entrare in scena.

  • Condividi
PRENOTA TAVOLO PRENOTA CAMERA
OK Questo sito fa uso di cookie per migliorare l'esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull'utilizzo del sito stesso. Utilizziamo cookie tecnici sia cookie di parti terze. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui. Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.